martedì 23 febbraio 2010

Roco Lokmaus e Multimaus

Per chi si avvicina per la prima volta al DCC, la prima decisione importante da prendere è quale sistema adottare.
A parte i sistemi megagalattici tipo Zimo e Uhlembrock, ci sono parecchi sistemi più adatti agli impianti domestici, a prezzi più abbordabili.
Su DCCworld è possibile leggere delle recensioni con i pro e contro dei vari sistemi.
Io ho cominciato dal livello più basso, il Roco Lokmaus. Un sistema simpatico, a un prezzo abbordabile (circa 50 EUR), con un palmare semplice che permette di spostarsi attorno all' impianto, ma con notevoli limitazioni per quanto riguards la programmazione delle CV. Anche il richiamo delle loco tramite tasti "su" e "giù" è un po' macchinoso.
Quando ho deciso di fare il salto di qualità, la scelta sarebbe caduta sul Lenz Compact, che però ha la forma di un trasformatore tradizionale e quindi non permette di portarselo in giro. Poi è uscito il Roco Multimaus e mi sono deciso. Il vantaggio è che mi bastava aggiungere il nuovo palmare al sistema esistente. Su ebay.de le offerte di Multimaus si sprecano, ad un prezzo di circa 45 EUR per il solo palmare, quidi meno della metá di un Lenz Compact.
Il limite rimane quello di non poter leggere le CV, ma onestamente non ne ho mai avuto bisogno.
Rispetto al Lokmaus, il Multimaus ha un display LCD retroilluminato, si può programmare qualsiasi valore di CV e ha un accesso diretto all' indirizzo delle locomotive. Si possono addirittura memorizzare le loco col loro nome, ad esempio E444, ma questo rende il richiamo più lento. Io mi sono fatto una tabella dove con un colpo d' occhio posso vedere il numero corrispondente ad ogni loco. Al momento ne ho digitalizzate una trentina.
Il palmare si tiene bene con una mano sola e la manopola ha un funzionamento così dolce e preciso che basta il pollice per farla ruotare.

domenica 7 febbraio 2010

Digitalizzare la 150X SNCF

Le 150X sono le grosse locomotive Br44 tedesche costruite in Francia durante l' occupazione nazista.
Dopo la guerra sono state usate soprattutto per trainare pesanti treni di carbone dalla Lorena a Parigi e sono state ritirate dal servizio nel 1965. Qualcuna ha terminato la propria carriera sui binari della Turchia.
La Roco ha realizzato un bel modello dall' ottimo funzionamento.
Il motore è nel tender e tramite un alberino trasmette il moto alle ruote della locomotiva.
Nonostante abbia ben 5 assi motori, non ho mai avuto problemi con le curve.

La buona presa di corrente è assicurata da contatti sia sulle ruote del tender che su quelle della lcomotiva.

Per prima cosa bisogna trovare lo spazio per il decoder. Ho deciso di eliminare le luci nel tender, tanto difficilmente la loco girerà da sola e in retromarcia. Togliendo la lampadina, c' è spazio per il solito DZ125.
Con una fresetta bisogna fare dei tagli sul circuito stampato per isolare i contatti del motore.

Nella loco bisogna anche isolare le piste che vanno verso la lampadina per i fari.
Dopo di che è abbastanza facile fare i collegamenti. Bisogna ripristinare con un filo la presa di corrente sul carrello del tender.

I fili bianco e blu per la luce vanno fatti passare dal tender alla loco, assieme ai fili che portano la corrente dalle prese sulle ruote della loco.

È necessario dare qualche colpetto di fresa per eliminare un po' di zavorra dove passano i nuovi fili. Richiuso il tutto e tarate le CV (CV4=2, CV5 = 75, CV6 = 30), la loco è pronta per trainare un convoglio storico con vetture Ocem e Bastille.