sabato 30 aprile 2011

La D145

La D145 non è propriamente una delle locomotive più note e diffuse delle FS (o Trenitalia, che sia) e incontrarla sul Brennero farebbe sicuramente sensazione.
Però mi è sempre piaciuta, soprattutto la versione Tibb, con le sue forme assimmetrice e spigolose, la cabina centrale e il colore arancione sbiadito dall' usura e le intemperie.
Per cui non mi sono lasciato sfuggire la riproduzione in resina realizzata qualche tempo fa da Ilario Baccari
Per essere un prodotto artigianale ha dei dettagli veramente fini, si nota che per realizzare la matrice sono state usate anche delle fotoincisioni.

La realizzazione di Baccari comprende la cassa, il pianale completo di panconi e respingenti, il sottocassa e le fiancate dei carrelli.

La motorizzazione l' ho trovata un po' per caso. Ho comprato la dd13 Microace per un altro scopo, l' ho aperta e voilà mi sono ritrovato con una meccanica che andava benissimo con qualche colpetto di Dremel.
Nel modello, il passo dei carrelli è 14,5 mm, l' interperno 52 mm e l' altezza 29 mm contro i 13,6 mm, 52 mm e 27 mm (in scala) della d145.


Il telaio è di quelli classici giapponesi con due semigusci metallici che incapsulano il motore e i carrelli e fanno da trasmissione della corrente. La presa di corrente e trasmissione è su tutte le ruote. Per la digitalizzazione ormai ci ho fatto la mano a questo tipo di telaio e il DZ125 ci sta' senza problemi nella cabina.

La dd13 ha un pianale separato con la zigrinatura superficiale dell' antisdruciolo, ho solo riportato i panconi con i respingenti della d145 e aumentato lo spessore sui fianchi con plasticard anche per creare i caratteristici scassi sopra i carrelli.

Per il dettaglio del sottocassa ho mantenuto la parte dei gusci metallici che assomiglia all' originale.
I mancorrenti sono recuperati da alcune loco americane e adattati.
Le fiancate dei carrelli della dd13 sono state eliminate e quelle in resina della d145 incollate.
Ho fatto risaltare le griglie con lavaggi di colore nero molto diluito.
I panconi e i mancorrenti sono gialli e il pianale con le fiancate in nero sbiadito.

domenica 17 aprile 2011

Le carrozze tipo 1931

Ho realizzato un master in gomma della carrozza (tipo ?) della Tibidabo e con le copie in resina mi sono fatto un convoglio di carrozze tipo 1931.È il primo tentativo di fare un master di una carrozza completa e non ho potuto evitare qualche sbaglio. Niente di grave, il risultato è stato qualche bolla di resina, come si può vedere dalla foto, che ha costato un po' di lavoro con un coltello affilato per eliminarle.

Non ho dei disegni quotati, per cui mi sono fidato delle misure delle carrozze 1931 della Acme. Aggiungendo una sezione con 2 scompartimenti, per averne 9, la lunghezzae risultata corretta.

Dopo aver costruito 3 carrozze tipo 21000, ho deciso di fare anche una carrozza 31000, ricavando i finestrini da una copia in resina della carozza a terrazzini di Uteca. Con 11 scompartimenti, la carrozza risulta 0,5 cm corta, ma va bene così, non mi metto a spostare i finestrini uno a uno.
Per i carrelli, il più simile è quello che ho recuperato da una Bruhat francese della Roco. Farò una copia in resina dei fianchi per incollarli sui fianchi degli altri carrelli, opportunamente piallati.


Assieme alle carrozze, anche il bagagliaio postale della Tibidabo è stato riverniciato in castano e isabella.
La 691 e la 428 sono ancora statiche, ma le meccaniche sono già pronte per il lavoro di conversione.



mercoledì 6 aprile 2011

Le giornate DMJU

Dopo due anni di esilio in provincia, le giornate della DMJU, Associazione Fermodellistica Danese, sono ritornate a Copenhagen, e questa volta non me le sono perse. Sarà per la crisi globale, ma mi sono reso conto da subito che questa edizione era in tono minore. Dei produttori c’ era solo a Hobbytrade, con un paio di vetrine con dei bei modelli HO di materiale danese e qualche artigiano con modelli HO in resina o fotoincisi Negli stand dei negozi, il 90% del materiale era in HO. Comunque ho portato a casa qualche carrozza Eurofima Roco in N a 13 €, che vengono sempre comode per le conversioni. C’ era anche uno stand di cianfrusaglie varie di argomento ferroviario, con qualche reliqua interessante.




Gli impianti modulari


Mi ricordo di edizioni con grandi impianti di club venuti dalla Germania, Svezia , Olanda, UK e persino Francia. Quest’ anno solo club danesi, pricipalmente in HO. Il club N-gruppen era presente con un impianto in scala N a norme Fremo di ben 18 x 8m, ma per la maggior parte con dei moduli di linea in cui il paesaggio non era particolarmente eccitante. Comunque circolavano dei treni con composizioni interessanti anche se un po’ monotone, come si può vedere dal filmino qui sotto.




DMJU N-Modul from Pietro Sanguini on Vimeo.


Per le altre scale: un impianto TT bello, ma un po’ troppo stile presepio, molti moduli HO in stile danese, un impianto HO Americano con paesaggio piu spoglio del deserto del Nevada. E poi i soliti esagerati in scala 0 e G. Nel filmino qui sotto, qualche scorcio di questi impianti.





DMJU Impianti vari from Pietro Sanguini on Vimeo.