martedì 20 novembre 2018

ETR 250 Arlecchino 2.a parte

 La terza cassa con la cucina e il bagagliaio ha richiesto parecchio lavoro, con alcune parti fatte in resina e altre in plasticard Evergreen 


ma alla fine tutte e 4 le casse erano pronte per essere verniciate.





Il sottocassa della terza carrozza è costruito con un collage di pezzi dell' elettrotreno DB della Lima, mentre per la quarta ho usato quello originale Delprado pazientemente limato per arrotondare i fianchi. La pazienza è quella di mio cognato che ha fatto il lavoro


I carrelli sono recuperati dall' elettrotreno Lima. Dopo averli spianati, ci ho incollato una riproduzione abbastanza fedele dei  fianchi, modificando quelli Delprado (che sono quelli del Settebello con le balestre della sospesione secondaria) e ricopiandoli in resina
 Le luci di testa e coda (rosse) sono fatte con LED.


Il decoder è un DZ 143. Il collegamento dei fili tra la seconda e terza cassa per alimentare le luci è fatto con un micro spinotto. Due soffietti sono fatti con nastro isolante, quello tra i due semitreni in stoffa.
Le decals sono quelle di Decalenne

 



sabato 30 giugno 2018

FTC 14 Ferrovia Torino Ceres


Cinque locomotive furono costruite negli anni venti da Carminati & Toselli per la Ferrovia Torino Ceres e immatricolate come FTC 11 - 15.
La colorazione negli anni è passata da castano a due toni di verde fino a quella grigia con fascia arancione solo per le FTC 13 e 15.
Le FTC 11, 12 e 14 sono state demolite mentre la 13 e 15 dovrebbero esserci ancora anche se non più funzionanti.
Ho deciso di fare la FTC 14 in livrea castano per trainare le carrozze ex DB in livrea arancione.


La cassa l' ho avuta tramite degli scambi e dovrebbe essere stata realizzata da Naldini. Ho fatto alcune modifiche per renderla più simile all' originale. Su un lato la porta del bagagliaio va spostata più vicino alla cabine, le griglie nei finestrini vanno tolte  e ho aggiunto due griglie più in basso.
Col plasticard ho fatto le pedane davanti alle cabine e  longeroni del telaio, sui quali ho montato dei serbatoi.



La meccanica è quella del V100 Fleischman.


mercoledì 28 marzo 2018

ETR 250 Arlecchino 1.a parte 

 

Dopo tanti anni passati ad aspettare nel cassetto, è venuto il turno dell' Etr 250 Arlecchino.
Mi ero procurato 4 modelli della prima cassa del Settebello Delprado, che fortunatamente ha anche un accenno della seconda. Questo moncone è tornato molto utile per arrivare alla giusta lunghezza per le casse 2 e 3, dopo aver eliminato la cabina di guida.

Per la cassa 1 e 4 mi sono limitato ad allargare il parabrezza della cabina di guida e a chiudere un finestrino in corrispondenza dell' intercomunicante.
Per la cassa 2, ho fatto un calco in resina per la porta di accesso mancante e tagliato la sede del pantografo.
La cassa 3 con bagagliaio e cucina richiederà più lavoro, tuttora in corso.



Per la motorizzazione, dopo un paio di esperimenti con risultati scadenti, ho trovato una soluzione che marcia ottimamente sul plastico: i carelli 1 e 3 sono motorizzati ognuno con mezza meccanica Tomytec TM17. I due carrelli avanzati verranno riciclati con un motore di recupero, niente va sprecato. Il decoder è en DZ143 che fornisce 1A ai due motori in parallelo. Ci sono anche due fili di funzione, ad esempio per l' illuminazione interna.



Il passo dei carrelli è 16mm, quindi 2.5 mm più corto di quello che dovrebbe essere. Assolutamente trascurabile e ne guadagna l' inscrivibiltà in curva.
Per il resto del sottocassa ho usato dei vagoni dell' elettrotreno DB della Lima, purtroppo vanno allargati di 1,5 mm per il lungo.
Sul secondo carrello, su cui poggiano le due semicasse, c' è un giunto realizzato in plasticard. Il carrello è recuperato dai vagoni Lima.




Rimane ancora il lavoro per terminare le casse 3 e 4 e la colorazione finale in grigio nebbia e verde magnolia, con le vernici alla nitro di Fermodellismo, ormai introvabili vista la loro tossicità, ma dal risulato insuperabile.
Per le decals, mi sono già procurato quelle di Blaine Bachman


Carri P con garritta


Ho terminato i due carri P con garritta disegnati da Gianfranco Visentin in stampa 3D

Purtroppo al momento non sono disponibili su Shapeways.


Coulisse geniale





Questa coulisse l' ho vista alla giornata dell' Associazione fermodellistica danese DMJU.
In pochissimo spazio permette di collegare 7 binari su cui comporre i treni al resto dell' impianto

mercoledì 21 marzo 2018

Model Expo 2018 Verona

Anche quest' anno sono riuscito a passare una mezza giornata alla fiera di Verona, la maggior parte del tempo gironzolando attorno al plastico modulare ASN, con la mia GoPro.
Il modulo della stazione di Pavia è solo agli inizi ma fa presagire qualcosa di spettacolare.
Il risultato delle mie riprese si può vedere in questo filmino, con il giro completo del plastico

verona2018vimeo from Pietro Sanguini on Vimeo.

sabato 22 luglio 2017

Aln 556 Fiat


Da molto tempo questa automotrice era in cima alla mia lista di most wanted.
Finalmente, grazie all' abilità di Gianfranco Visentin che ha realizzato una stupenda cassa in stampa 3D (ordinabile da Shapeways), sono riuscito a realizzarla.


Per la meccanica ho seguito la stessa soluzione adottata da Uteca per la Aln 56: la cassa è molto stretta con carrelli abbastanza lunghi che creano problemi insormontabili nella inscrizione in curva.
Il trucco consiste nel fare i due assi interni fissi e solo i due assi esterni mobili montati su una specie di bissel. Le ruote sono di diametro 5,6 mm e le ho assottigliate notevolmente con una mola a disco montata sul trapano. Certo le curve R1 non le fa, ma su quelle del Brennero passa senza problemi.


Ho usato una meccanica Tomytec TM06 perchè ne avevo in casa una sopravvissuta a molte battaglie, se l' esperimento fosse andato male il danno non era grosso.
Ho eliminato gli assi interni, tagliato l carrelli a metà e li ho incollati sul telaio accorciato.
Mancando un asse, le coppette che fanno la presa di corrente sui puntali degli assi, non sono più bene sotto pressione e la presa di corrente risulta incerta. Ho aggiunto una lamella strisciante su ogni ruota, visto che il punto di contatto è diverso, è come avere la presa di corrente su 8 ruote e i problemi scompaiono. Oltre alla zavorra originale sotto il motore, ho aggiunto della zavorra direttamento sopra gli assi motore e una piccola zavorra sul bissel per evitare che salti sugli scambi. Per il decoder c' è posto sopra il motore, dopo aver aliminato parte della carenatura in plastica.


 Gli alberini di trasmissione rimangono circa 1 cm con  pochissimo spazio per posizionare la giunzione senza creare intralci. Per questo dovendo rifarne un' altra per la Aln 56, (anche questa di Visentin in stampa 3D), probabilmente userò un telaio più corto come il TM21, qui sotto a confronto con il TM06. Il passo tra i due assi fissi è 6,2 cm, per cui basterebbe accorciare un lato e si possono probabilmente conservare le zavorre originali.

 Forse chiedo troppo ma spero che riesca a trainare anche  una seconda cassa folle già in preparazione, con il telaio costruito secondo lo stesso principio