Foto della settimana
d343 FNM al traino di un convoglio di carri chiusi a 2 assi. Cassa in stampa 3D di Gianfranco Visentin, meccanica Lineamodel
Un plastico in scala N ispirato con molte licenze alla linea del Brennero, anni '80-90. Ma che ogni tanto deve trasferirsi Oltralpe per far circolare anche la mia collezione di materiale SNCF, SBB-CFF, DB, ÖBB e DSB
d343 FNM al traino di un convoglio di carri chiusi a 2 assi. Cassa in stampa 3D di Gianfranco Visentin, meccanica Lineamodel
Una doppia di Ale 840, la motorizzazione è nella Le64 centrale, una Tomytec 05 senza modifiche
CC14100 SNCF, cassa in metallo fotoinciso di Gillkit, meccanica Tomytec 06 con aggiunta del terzo asse.
RTG, ovvero Rame Turbine à Gas, casse in stampa 3D di Old Models, meccanica Tomytec allungata
In un mercatino ho trovato ad un prezzo irrisorio il rottame di un elettrotreno ET87 della Minitrix. A prima vista sembrava che i pezzi ci fossero tutti, anche se sparpagliati dentro la scatola, così ho deciso di provare a restaurarlo.
Ho fatto un pò di ricerca in rete per racappezzarmi su come rimettere assieme i vari pezzi. Fortunatamento ho trovato un disegno dell' esploso, anche se di una versione più moderna con una PCB predisposta per il decoder, che il mio rottame non aveva.
Questo elettrotreno ha una composizione particolare, due casse semipilota alle estremità e una motrice più corta in mezzo. Ogni cassa è montata su un carrello e su un asse singolo.
Nel modello le casse sono collegate da un timone di allontanamento fra le casse ed una barra fra il carrello di una cassa e l' asse singolo dell' altra, come si vede dalla foto. Un timone aveva un braccio rotto, difficile da ricostruire, ma alla fine l' accoppiamento ha funzionato anche senza.
Ho digitalizzato il tutto, usando i fili bianco e giallo per l' illuminazione della cassa e i fanali di testa e coda. Il filo bianco nella cassa di testa e quello giallo in coda alimentano sia i fanali che l' illuminazione interna. Rimappando le CV, il tutto si accende con F0. Non avevo voglia di tirare più fili per separare l' illuminazione dai fanali. Un Led bianco in testa e uno rosso in coda hanno sostituito le lampadine dei fanali, per l' illuminazione della casse ho mantenuto la lampadina originale.
Prima di trovarlo al mercatino, non conoscevo l' esistenza di questo modello, però l' occasione mi ha permesso di aggiungere un modello abbastanza particolare alla collezione.
Sempre bazzicando nei mercatini, tempo fa avevo trovato sempre a prezzo d' occasione (ca va sans dire) un ET85 della Roco, con cui l' ET 87 può fare coppia sui binari minori delle DB anni 50.
Per sostituire la trazione a vapore sulle linee minori negli anni '50, furono introdotte le diesel-elettriche d341 realizzate in più di 100 unità in 2 serie da diversi costruttori, e le diesel-idrauliche d342 realizzate in sole 17 unità da Ansaldo ma con anche 2 prototipi OM e uno Breda.
Ho motorizzato le casse in stampa 3D della d342 realizzate da Gianfranco Visentin, sia la classica d342 Ansaldo che il prototipo OM.
Le casse sono stampate in materiale trasparente, in modo da avere i finestrini a filo. Il risultato finale è migliore che con i finestrini realizzati in Cristal Clear, ma mascherare tutti i finestrini per la verniciatura a aerografo è un lavoro abbastanza trigoso.
Per la d342 Ansaldo, serie 4000 con il portellone a saracinesca ho usato una meccanica Br 140 Arnold
Per il prototipo OM la meccanica è una ED79 Tomix
Per entrambe ho usato un decoder Digitrax Dz125
La e402 ha una cassa in resina di origine ignota e meccanica Bachman GP38.
Le carrozze sono tutte autocostruite modificando modelli commerciali e i loghi sono stampati in casa su carta da decals
In un mercatino ho trovato per l' esorbitante cifra di 100 corone (circa 15 EUR) una BR10, tutto sommato in buone condizioni, considerata l' età.
Provata sul plastico funzionava abbastanza bene, però con poco lavoro si può migliorare decisamente.
Ecco come:
Micromotor.eu ha realizzato un kit per rimotorizzare alcuni vecchi modelli Rivarossi. Contiene un motore coreless, un anello in stampa 3D per portare il motore alle dimensioni del vecchio Rivarossi, un tubetto per adattare il diametro dell' albero motore e una vite senza fine che può servire per alcuni modelli come la 232 SNCF. Non serve per la BR10.
Ho incollato l' anello su una basetta di plasticard per poter fissare il nuovo motore con le viti originali.
Nelle foto, il motore pronto per l' installazione e installato. Si intravede anche la basetta su cui ho incollato il led per sostituire la lampadina dei fanali.
Nel tender c' è ampio spazio per il decoder. La presa di corrente è per un lato sulle ruote della locomotiva e per l' altro su quelle del tender.
Avevo già da tempo motorizzato la 880 CIL con una meccanica Dapol (articolo qui), adesso ho sostituito il motore con un coreless di Micromotor.eu.
Ho anche sistituito il decoder con un D&H PD05, dalle dimensioni ridotte. Dà solo 0,5A, però pìù che sufficienti per il coreless. Ha già delle CV pre-impostate per il coreless: CV9 =0, CV49=0, CV50=3
Le prestatzioni sono migliorate con una marcia più fluida. Inoltre le dimensioni ridote sia del motore che del decoder hanno creato posto per aggiungere della zavorra. Nonostante ciò la cabina rimane quasi libera.
La cassa in stampa 3D è una delle prime realizzazioni di Gianfranco Visentin, era dal 2017 che aspettava il suo turno.
Per la meccanica c' è la scelta fra la BR86 Kato e quella Fleischamnn. Ho trovato una Kato usata a buon prezzo e sono partito con quella. Purtroppo non è plug-and-play, c' è parecchio da fare: il motore non entra nella cabina e bisogna togliere 1/2 mm per lato dai fianchi della zavorra. Non so se la Fleischmann si adatta maglio, dai disegni sembrerebbe avere il motore posto più in basso.
Ho sostituito il motore con un coreless di Micromotor.eu, dopo aver eliminato parte del telaio. Anche così il motore fuoriesce, la soluzione è fare la versione con la carboniera rialzata, costruita in plastocard.
La zavorra originale entra bene nella caldaia della 940.
Parata di locomotive a vapore: 940, 743 (articolo qui) e 880 (articolo qui)
Ho ricevuto in regalo degli avanzi di fotoincisioni di Lineamodel, tra questi c' erano le fiancate dei cassoni della D143. Mi é venuta voglia di provare a autocostruirla, anche perchè avevo da tempo una meccanica SW9 Life Like che è perfetta allo scopo.
Nella foto si può vedere il patchwork di pezzi per ottenere la cassa: pianale SW9, fianchi Lineamodel, cabina di una GP40, griglia in resina e pezzi in plasticard. I mancorrenti sona adattati dalla GP40. Ho montato un decoder D&H PD10.
Digitalizzare la BR96 Arnold
La BR96 Mallet è secondo me uno dei modelli più belli in assoluto, assieme al coccodrillo svizzero, della Arnold. Digitalizzarla è un' impresa abbastanza complicata, il progetto vecchio di 40 anni non prevedeva certo questa necessità.
Per la parte del motore, ho trovato la soluzione nel sito dei degli amici della scala N di Worms, la parte per l' illuminazione con i led è farina del mio sacco.
Per smontarla bisogna togliere le due viti sotto la cassa tra il primo carro e poi togliere le casse dell' acqua. Bisogna togliere anche la cabina svitando la vite sul tetto. Così si accede alle quattro linguette nere di plastica che sfilate liberano i due carri.
Togliendo una terza vitina si toglie il circuito stampato sotto la caldaia
A questo punto bisogna farsi coraggio perchè le modifiche sono irreversibili, e ritagliare nella piastrina un posto per il decoder, io ho usato un D&H PD10. Avevo fatto una prova con un Lokpilot 5 che è più piccolo di base ma purtroppo più spesso e ho avuto paura che avrebbe interferito con il carro. Bisogna togliere anche le piste i componento collegati (bobine, condensatore)
Nella foto si vedono i fili del decoder collegati al motore e alle prese di corrente
Per i fanali ho eliminato le lampadine, sostituite con micro led.
Una lampadina è posta nel buco davanti al motore per il faro sul coperchio della caldaia, una è nel carro anteriore (il buco tra l' ingranaggio e la sede del gancio nella foto) per i due fanali di testa e una nella cabina. Quest' ultima non l' ho montata. La resistenza da 1 kOhm e piazzata dove prima c' era una delle bobine.
Nella foto sotto si vede la basetta rimontata, con il decoder al suo posto e i fili che arrivano dal led montato nel carro anteriore. I fili sono poi tenuti in posizione con una goccia di colla, una volta rimontato il carro.